Sono nato nel 1956 e ho iniziato a fotografare molto giovane. Curioso dell’uomo e del suo mondo, da subito il mio interesse si è rivolto verso il reportage etnico e documentaristico recandomi a visitare molti paesi tra cui gran parte dell’Europa, India, Nepal, Ladakh, Birmania, Cambogia, Vietnam, Cina, Turchia, Niger, Algeria, Libia, Tunisia, Marocco, Egitto, Etiopia, Ciad, Kenya, Tanzania, Namibia, Uganda, Sri Lanka, Stati Uniti, Cuba, Perù.

Molti dei miei lavori raccontano storie e mostrano immagini di questi luoghi, spesso proposti in modo estremamente personale.

Negli ultimi anni ha prevalso la voglia di esprimermi attraverso la natura che ho cercato di ritrarre in maniera estremamente pulita ed essenziale cercando di valorizzarne la forza e la bellezza.

Molte delle mie immagini sono state pubblicate in libri fotografici, articoli su riviste specializzate, calendari e poster; altre utilizzate da tour operator.

Sovente la gente mi chiede cosa mi spinge a viaggiare: “…è trovare nei popoli stranieri quei tratti che ci accomunano, avvicinarmi ad essi con una curiosità mai appagata di conoscenza, ma con il rispetto dovuto ad esseri umani che come me sono il prodotto di una cultura dalle radici profonde.

Pur riconoscendomi figlio del mio tempo e della mia società, non posso nascondere che la nostra vita civile pian piano va smarrendo il significato del rapporto umano.

Pertanto sento il bisogno di riscoprire, in civiltà non ancora stravolte dagli effetti collaterali del progresso, il significato di parole come semplicità, accoglienza, dono, sacrificio, offerta, tradizione…

D’altro canto non resto indifferente neppure di fronte agli aspetti negativi o meno nobili che scopro nelle genti che incontro lungo i miei viaggi: crudeltà, potere, sopraffazione, prepotenza…

Ma pur reputando inaccettabili alcuni aspetti cerco sempre di contestualizzarli all’interno del mondo del quale sono il frutto.

L’approccio alle genti che incontro, e a maggior ragione al mondo naturale, è improntato al più profondo rispetto.

Ciò che vediamo non è che la superficie ma ciò che fotografiamo è molto di più.

Una buona foto esprime un mondo.”

Il mio rapporto con la natura è il rapporto con qualcosa che mi sorprende sempre, senza deludermi mai… un mondo di cui noi esseri umani facciamo parte senza essere indispensabili.
L’esperienza frutto del lavoro di anni, unita alla sensibilità, all’attenzione e all’entusiasmo, mi danno la libertà di operare cogliendo le situazioni esattamente come si presentano, senza elaborazioni; il mio lavoro consiste nel lasciar parlare le immagini. Non sono altro che il testimone del mondo che c’è oltre le parole degli uomini.
Ho girato il pianeta e continuo a farlo con profonda gioia e immutato interesse per la natura, ma ho sempre dedicato anche particolare attenzione ai luoghi vicino casa, luoghi che in momenti particolari della giornata e in certe situazioni climatiche meritano tutta la mia attenzione e diventano i protagonisti dei miei lavori.

Per quanto il grigio stia soppiantando il verde, sotto i nostri occhi ci sono dei tesori… tesori che vale la pena di sforzarsi a scoprire perché ci riportano alla giusta dimensione dei valori.
Dietro ogni foto c’è un mondo.
Dietro ogni mondo c’è un uomo che quella foto l’ha a lungo immaginata, preparata, studiata e che non appena l’ha inquadrata ha detto: “ecco ci siamo!”.
Non ho mai nutrito interesse per i concorsi ma è sempre stata viva in me l’idea del confronto con gli altri specialisti del settore, oltre che la volontà di condividere la mia esperienza tramite l’insegnamento.
Negli ultimi anni molti sono stati gli stage sul campo da me tenuti in Italia e in varie parti d’Europa.

Nel 1992 ho scoperto la multivisione, quella particolare forma di espressione che unisce fotografia, musica e testi, e subito me ne sono innamorato. Ho iniziato così un lungo lavoro di ricerca per comprendere appieno le potenzialità di questo mezzo.
La frequentazione degli ambienti nazionali ed internazionali del settore mi ha permesso di scambiare idee e di crearmi quella cultura che ha consentito, nel tempo, di identificare il mio personale modo di comunicare.
La caratteristica saliente è l’accurata ricerca musicale che accompagna o per meglio dire svolge il compito di struttura portante per l’abbinamento delle immagini. La fotografia viene così esaltata da atmosfere assolutamente particolari.
Nei racconti il filo conduttore accompagna lo spettatore dall’inizio alla fine, lanciando durante il percorso, messaggi di grande profondità, che spesso si comprendono appieno solo in un secondo momento. Una sottile influenza poetica arricchisce di sensibilità le proiezioni.

Ho cercato il confronto con gli altri autori intervenendo in molti festival nazionali ed europei dove ho ricevuto diversi riconoscimenti.

In particolare l’incontro con Phil Ogden e la successiva visita alla First Image & Snappers di Londra, una delle più grosse ditte di produzione multivisiva al mondo, così come il conseguimento del titolo di Wizard al master Dataton in Svezia, hanno segnato un passo importante nella scelta del mio indirizzo multivisivo.

Mi sono impegnato a divulgare questo straordinario mezzo di espressione organizzando eventi, rassegne e corsi di apprendimento per chi volesse avvicinarsi alla multivisione.

La costante ricerca mi ha spinto ad instaurare collaborazioni con gruppi musicali e teatrali per la realizzazione di scenografie multivisive.

La produzione di proiezioni complesse per installazioni fisse e museali si è aggiunta, durante il percorso, alla mia conoscenza.

È difficile spiegare l’impatto emotivo che si prova alla visione di un buon lavoro multivisivo. L’atmosfera che si crea nella sala e il coinvolgimento musicale portano lo spettatore a vivere un’esperienza molto particolare e suggestiva, quasi unica.

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